Categoria: IL MALE NEL MONDO

La Categoria ospita il saggio “NELLA NATURA LE RADICI DEL MALE” nella sua interezza (in un unico articolo), e di seguito i singoli paragrafi dell’opera (in altrettanti articoli). Si tratta di una spiegazione razionale, in chiave evoluzionistica, dell’origine del male morale alternativa alla dottrina del peccato originale.

Il pensiero filosofico affronta il problema del male mettendolo direttamente in rapporto con l’onnipotenza di Dio: si imbatte così in una insormontabile aporia. Poiché dall’aporia non si può uscire, banalizza il male, addebitandolo a fattori accidentali o considerandolo tale solo in apparenza, in definitiva negando che abbia una consistenza e un significato metafisico.
“Ci si tormenta cercando di spiegare che l’apparizione del male nel mondo non è dovuta a Dio stesso ma a tutta una serie di fattori accidentali. Ora, delle due cose l’una: o è onnipotente, e allora è responsabile del male, o non è onnipotente, e allora non è Dio! ” (.F. Revel-M. Ricard, Il monaco e il filosofo, ed. Neri Pozza, p. 221

Per il pensiero religioso il rapporto del male con Dio è mediato dall’uomo. In concreto, il male è provocato da una colpa dell’uomo (Cristianesimo), oppure consiste in un errore umano (Buddismo), ecc.. La responsabilità del male viene scaricata sulle deboli spalle dell’uomo. Ma neppure questa spiegazione riesce convincente, perché resta da spiegare la colpa dell’uomo cioè la sua fallibilità, l’origine dell’errore, ecc…. ecc…

Si ha la sensazione che la filosofia e il pensiero religioso abbiano esaurito le modalità di risposta all’eterno problema del male, che non ci sia più nulla di sostanziale da dire, dopo due millenni e mezzo di speculazione. Solo la prospettiva evoluzionistica appare in grado di dire una parola nuova, di far luce su “misteri” che né la filosofia né il pensiero religioso sono capaci di spiegare. Essa non si oppone alle concezioni tradizionali, ma le “comprende” come visioni particolari all’interno di una visione più ampia.